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Unità II - TORINO

 

CORTESE Giuseppina

 

L'indagine traduttologica, anche in sede interdisciplinare e interculturale ha condotto all'ipotesi che la dominanza dell'inglese nella comunicazione internazionale comporti una propensione per pratiche culturali e modelli testuali anglocentrici. I proponenti dell'Unità di Ricerca di Torino hanno esteso la riflessione intorno a tale ipotesi a testi rilevanti per la convivenza e buona pratica internazionale, privilegiando l'ambito discorsivo delle categorizzazioni sociali e delle relative implicazioni politiche. I contesti individuati sono la diplomazia, l'informazione/persuasione telematica relativa a problematiche socioeconomiche e ai diritti umani, l'educazione linguistica con soggetti speciali, segnatamente adulti sordi e l'interpretazione per i sordi dall'inglese alla lingua italiana dei segni.

Le aree-campione prescelte sono:

a) trascrizioni, registrazioni/videoregistrazioni di negoziati diplomatici e di reportage dell'attività diplomatica Internazionale;

b) testi elettronici e cartacei provenienti da organismi non governativi nazionali e internazionali dove l'attività narrativa promuove consapevolezza e azione positiva intorno a temi di etica e politica sociale;

c) testi narrativi visuali raccolti "sul campo" nell'ambito di sperimentazioni didattiche mirate all'apprendimento dell'inglese Lingua Straniera e della LIS (Lingua Italiana dei Segni) da parte di adulti segnanti.

Particolare attenzione viene posta all'uso di verbi introduttori e metapragmatici come pure all'impiego di sostantivi ed elementi anaforici implicanti un atteggiamento valutativo. Ove possibile, vengono confrontati testi paralleli (inglese e italiano; inglese, LIS ovvero Lingua Italiana dei Segni e italiano) per individuare omissioni, parafrasi o altre strategie di riformulazione che implicano manipolazioni del dato linguistico-culturale di partenza, attenuando sino a tacitare o distorcendo le valenze identitarie della comunità da cui il testo trae origine, o al contrario sottolineando differenze e resistenze al cambiamento o all'omologazione. Si ritiene che possano emergere "adattamenti" (verbali, nonverbali, gestuali, paralinguistici) connessi alla produzione di consenso o dissenso, di tolleranza o incompatibilità, come pure di ambivalenza e atteggiamenti "compositi".