Dopo decine di giorni di latitanza, mi faccio sentire. Perdonate il ritardo, ma sono stato quasi sempre in giro in piccoli paesi dove Internet è un lontano miraggio. A dire la verità avevo trovato un modem 56k, ma lo stesso serviva per connettere cinque computer! Perciò, dopo dieci minuti di tentativi di aprire la pagina del "Corriere della Sera" ho desistito!
Ora sono a Huaraz e qui non manca niente. Vi mando un paio di pensieri, in forma piuttosto schematica.
In questi giorni di assenza ho avuto modo di visitare il rifugio Ishinca e il bivacco Longoni (sono arrivato a quota 5100 senza alcun problema). In questi due rifugi ho avuto la fortuna di trovare molti turisti.
Ho già avuto un responso al mio questionario da più di cinquanta turisti. La maggior parte sono italiani, ma ho sottoposto il questionario anche a quattro spagnoli, sei cileni, due americani, due inglesi e due francesi. Alla fine mi piacerebbe riuscire ad avere almeno un centinario di questionari completati. Non è facile, perché i turisti non sono molto inclini a compilarlo; ma con un po' di fortuna nelle prossime due visite ai rifugi (domani vado al Huascarán e settimana prossima al Pisco) posso farcela. Poi, ovviamente, sottopongo il questionario anche ai turisti che incrocio nella casa di servizio di Marcará. Ieri per esempio ho "beccato" un gruppo di Diabetici in Quota composto da trentini, vicentini e bergamaschi. Hanno completato ben dodici questionari. Oltre ai turisti, ho intervistato quasi la metà delle guide e delle aspiranti guide sia di montagna sia di trekking.
Il 18 luglio ci sarà l'inaugurazione del centro "Renato Casarotto" (hotel, ristorante e agenzia viaggio) a Marcará. Ci saranno anche politici, il padre Ugo De Censi (che ho già avuto l'occasione di vedere due volte) e ovviamente non mancheranno le stesse guide Operazione Mato Grosso. Spero di riuscire a chiudere tutte le interviste in quella giornata, visto che altrimenti non è facile trovarle: sono quasi sempre fuori con i turisti. Però, in qualche modo conto di farcela.
Strada facendo scopro molti spunti interessanti. Settimana scorsa sono stato una settimana lontano da Marcará. Ho viaggiato dietro la Cordillera Blanca. Ho preso parte a un matrimonio (un milanese del Mato Grosso sposava una peruviana, con ben settecento invitati!) e sono stato tre giorni ospite di un bergamasco (Cesare Zucchelli) dell'Operazione Mato Grosso che ha una malga a 4300 metri di quota nella zona di San Luis. Ho preparato formaggi, portato trenta mucche al pascolo... Mi sono proprio divertito!
Al di là dell'esperienza agreste e bucolica, ho scoperto che degli svizzeri (appartenenti al progetto Gestur) vogliono affittare la malga per turismo... Spunto certo non nuovo per noi (vedi la tesi di Marta Torriani, che legge in copia), ma sicuramente interessante per il Perù. Ho poi scoperto che Gestur ha una sede proprio a Huaraz. Oggi è sabato e non troverò nessuno, ma in futuro conto di farci un salto e scambiare quattro chiacchiere.
Ieri e l'altro ieri invece ho preso parte a Yanama a un campo di lavoro dell'Operazione Mato Grosso. È stata la ciliegina sulla torta. Il campo di lavoro prevedeva la costruzione di un altro rifugio, il rifugio Contrahierba (prende il nome dalla montagna) che aprirà i battenti a inizio ottobre. I lavori sono iniziati il 1º maggio. Ho lavorato un giorno con loro (circa settanta volontari italiani e peruviani) e passato la notte in tenda a due gradi sotto zero! Esperienza molto positiva. Adesso spero che l'architetto (di Lovere) mi mandi le bozze del progetto in modo da allegarlo alla tesi.
Altra info utile da allegare sono i dati del parco del Huascarán dove sono collocati i rifugi Operazione Mato Grosso (il Contrahierba sarà l'unico fuori dal parco). Ho ottenuto dal direttore del parco (patrimonio Unesco) i dati degli ingressi dal 2000 al 2008. Peccati non siano divisi per nazionalità. Comunque il dato è in diminuzione, in controtendenza con i dati dei rifugi Operazione Mato Grosso.
Un ultimo spunto. In malga, visto che dalle cinque di sera in poi non c'era molto da fare, mi son letto tutto d'un fiato il libro di Canestrini "Andare a quel paese". Molto interessante. Parla anche di noi del corso di Progettazione e gestione dei sistemi turistici, citando Bergamo come una delle università attive nel tema del turismo sostenibile. Magari lo sapevate già.
Bene, vi saluto. Alla fine ho deciso di non andare a Machu Picchu (ci sarà sicuramente un'altra occasione più avanti) e di restare più tempo possibile nella Cordillera Blanca. Gli ultimi tre giorni prima del ritorno, però, mi concederò un volo nella mitica Iquitos... Dopo Tingo María e Pucallpa, non potevo perdermi quest'altra città della Selva Amazzonica!
Un caro saluto e buone vacanze
Michele Gotti |